nuovi orizzonti

Tirocini all’estero, ecco l’Europa delle opportunità

Scade il 29 marzo il termine per partecipare al bando della Regione

SALERNO. L’eccentrico Trump che Alan Friedman, in una recente intervista su Radio Kiss Kiss, ha definito un personaggio da fumetti, rappresenta a ben vedere una grossa opportunità per il rilancio dell’Europa. Il gesto poco galante di cui si è reso protagonista nei confronti della Merkel mette in evidenza lo scontro tra due modelli: quello grossolano e superficiale rappresentato da Trump e dall’America che lo ha eletto; quello culturalmente evoluto che, potrebbe, essere rappresentato dall’Europa e dai suoi cittadini. Trump vuole abbattere l’Europa e le sue istituzioni (non solo monetarie) e far passare la linea trumpish del bullismo arrogante. Il suo consenso ed il suo potere aumentano con il crescere dell’ignoranza. La sfida è per questo prima culturale e poi economica.

Ricorre questa settimana il 60° anniversario dei Trattati di Roma, l’origine dell’attuale Unione Europea che voleva rappresentare nel mondo un modello socio-economico dove stare meglio: libera circolazione di persone, servizi, merci e capitali e lo sviluppo della cooperazione tra i membri. Attorno a queste regole fondamentali sono stati siglati i Patti di Roma, di cui celebriamo i 60 anni. Solo una lettura superficiale li può considerare patti basati sull’economia. I padri fondatori non avrebbero voluto un’Europa focalizzata sui tassi di interesse e l’inflazione che oggi inizia a crescere per l’aumento dei prezzi del petrolio. I padri fondatori avrebbero voluto un’Europa sostenibile, promotrice delle energie rinnovabili e non divoratrice di idrocarburi, una comunità “verde”, basata sui valori fondanti della libertà e solidarietà. A dirlo alla Città è una delle paladine europee dell’economia circolare, l’on Simona Bonafè, con cui spesso mi sono confrontato per ragioni professionali. “Libertà, solidarietà e cooperazione sono le parole chiave per rileggere i Trattati di Roma, oggi, dopo oltre mezzo secolo dall’inizio di questa incredibile impresa, in un momento difficile per il futuro dell'Europa. Non possiamo che rispondere con una sola voce se non vogliamo ritagliarci un ruolo di spettatore dei cambiamenti attorno a noi” dichiara l’europarlamentare.

Vincere su questo piano quello culturale significherebbe battere il populismo non solo in Italia ed in Europa ma, con l’esempio, anche a casa del suo attuale maggior interprete, in America. I Governi devono avviare le riforme strutturali ed è necessaria una governance europea delle riforme ma non basta avere un Ministro Europeo delle Finanze. Quello che serve è soprattutto una “unica voce”, un sentimento collettivo di appartenenza all’Europa che oggettivamente è carente, tranne che per la generazione degli oltre 4 milioni di Erasmus cui si spera possano aggiungersi sempre più giovani. Sono loro che formano nel Vecchio Continente la cultura europea.

Il successo di Rutte in Olanda è un sollievo ma bisogna lavorare per battere il populismo anche utilizzando le non poche iniziative a sostegno della mobilità come il bando della Regione che finanzia il tirocinio all’estero dei giovani residenti in Campania.

Un modello europeo per la mobilità dei lavoratori che sviluppi la cittadinanza europea e le competenze professionali attraverso l’integrazione dei giovani nel mondo del lavoro. Bisogna affrettarsi: il bando scade il 29 marzo!

@LucaIovine6

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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