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Il portiere del Cittadella rivela
"Minacce dai tifosi della Nocerina"

L'estremo difensore della squadra veneta racconta l'agitata vigilia del match di sabato scorso al San Francesco. "E' scoppiata anche una bomba carta dentro al recinto del nostro albergo", dice il numero uno veneto che sabato ha sfoderato una serie di parate eccezionali, un muro invalicabile per gli attaccanti della Nocerina

NOCERA INFERIORE. Non si dovrebbe parlare di Cordaz in casa dell’impiccato. Ma il portierone del Cittadella ha svelato particolari da vigilia particolare evitando di incriminare o di recriminare in un’intervista al "Mattino" di Padova. Ecco come.
«Venerdì notte i tifosi della Nocerina hanno fatto scoppiare, alle 2.05, una bomba carta dentro al recinto del nostro albergo (Villa Albani a Nocera Superiore, n.d.c.). E non è finita qui. Alle 2.30 il receptionist della hall mi ha passato una telefonata intimidatoria. Mi hanno minacciato dicendomi che mi avrebbero fatto saltare per aria se non avessi preso 3 gol. A tutto questo sono state aggiunte offese a mamma e cari».
Uno che gioca a certi livelli, è pronto a tutto. Cordaz cita vecchi trascorsi: «Quando giocavo ad Acireale mi era capitato a Gela di fare un riscaldamento con quattro tizi che mi correvano dietro. Sono cose che possono succedere. Comunque a Nocera, ci tengo a dirlo, a fine partita mi hanno fatto i complimenti. Per me è tutto archiviato. E poi non sa mai chi si nasconde dietro episodi del genere, ho detto tifosi della Nocerina ma non vorrei offendere nessuno. I tifosi veri vanno allo stadio e fanno il tifo, altre cose non appartengono a loro».
E qui il ragionamento non fa una grinza. La bomba carta e la telefonata minatoria anonima non vanno in diretta relazione con la tifoseria della squadra affrontata qualche ora dopo al San Francesco, di sicuro non la rappresentano nello spirito migliore e nella maggioranza assoluta della stessa.
Per fattore di campo, tante volte tirate in ballo per tabelle e considerazioni varie, non si intende certamente questo. Questione etica a parte, sono intimidazioni da barzelletta, da vecchio calcio e da categorie parecchio inferiori all’attuale.
Nell’anno della cadetteria, negativa sul campo, società e pubblico di Nocera si sono contraddistinte in positivo per accoglienza (con la sola eccezione del derby d’andata con la Juve Stabia, pesante come al solito per rapporti d’inimicizia tra curve).
Tutte le realtà calcistiche passate per il San Francesco, dalle blasonatissime alle piccole, hanno sottolineato il clima trovato, sugli spalti e negli spogliatoi.
E c’è da aggiungere che chi ha avuto l’idea di trasformare Cordaz in portiere di notte, come in un film della Cavani, ha avuto l’effetto contrario.
Sabato il numero uno veneto ha sfoderato una serie di parate eccezionali, un muro invalicabile per gli attaccanti della Nocerina. 90 minuti da 8 in pagella.
«Una delle mie migliori partite in assoluto - sottolinea il diretto interessato - sfatando anche il tabù della maglia bianca, che indossata in altre occasioni aveva significato sconfitta».
© riproduzione riservata

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