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Niente soldi, chiude casa famiglia

Vallo, stop all’attività della “Hansel e Gretel”. I minori trasferiti in altre strutture

VALLO DELLA LUCANIA. Ha chiuso i battenti "Hansel e Gretel", la casa famiglia-comunità educativa che la cooperativa "Yobel" gestiva a Vallo e finanziata dal Piano di zona S8. «La chiusura – spiega Mario Ogliaruso responsabile del piano di zona S8 - è arrivata il 23 dicembre in quanto i comuni hanno difficoltà a pagare. Gli enti (sono 38 quelli del Piano di zona S8) pagano la quota di compartecipazione (pari a 50 euro) per la quale tutti sono in regola, oltre a quella che ogni comune deve sborsare per i bambini residenti, ospitati nella casa famiglia. Ed è così che gli Enti, specie quelli con popolazione ridotta, come Prignano Cilento, Perito, ed altri, vanno in affanno in quanto pagare le rette per più di un bambino molto spesso significa spendere quasi l’intero bilancio comunale». «La casa famiglia – evidenzia - ha chiuso perché la coop non riusciva a coprire gli stipendi e la fornitura viveri per i sei ospiti. Si parla di circa 500 euro al giorno ed erano circa due anni che non ricevevano fondi».

Ed è stato così che «tre minori sono stati trasferiti in una casa famiglia a Salerno; per una mamma con due bimbi abbiamo invece adottato un sistema innovativo, trovando un alloggio, per il quale il comune paga 300 euro al mese; inoltre riconosciamo alla ragazza un sussidio di circa 800 euro al mese in cambio di attività lavorative che la giovane presta per il comune. E poi viene seguita dai nostri assistenti sociali. Questo è un filone che vogliamo adottare ogni volta che il giudice tutelare ce lo consentirà».

«Quanto è accaduto a Vallo presto accadrà a tutte le case famiglia della Regione Campania», afferma Ogliaruso. A suo avviso vanno riviste le quote: «dovrebbe essere il piano di zona a versare l’intera somma, altrimenti i comuni più piccoli non potranno mai riuscire a sostenere costi altissimi. Basti pensare che Vallo per 4 ricoverati ha sborsato in pochi mesi quasi un milione di euro». «Abbiamo temporeggiato per diverso tempo –

spiega Roberto Nicoliello presidente della coop Yobel – ma senza fondi non abbiamo potuto più reggere. Questo ha portato oltre che allo spostamento degli ospiti presso altre sedi, anche al licenziamento di otto persone che erano in servizio presso la casa famiglia».

Andrea Passaro

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