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La magia di Salerno e la sua provincia: un grande set cinematografico

Dal 1940 a oggi, la storia del cinema ha scelto Salerno e le sue terre come scenario di alcune delle pellicole più belle al mondo

SALERNO. Sono cominciate da pochi giorni a Palinuro le riprese del film Meridione Monamour diretto dal regista parmense Gianluca Menta. Nel cast tanti attori e celebrità italiane come Massimo Ceccherini, Alessandro Cecchi Paone, i Fichi D’India, Dolcenera e Enrico Beruschi. “Il film racconterà l'Italia e il nostro senso di appartenenza – ha dichiarato il regista - il territorio, i cibi e le culture, ma soprattutto le persone”.

Il lungometraggio è solo l'ultimo di una lunga serie di pellicole che hanno visto il nostro territorio come protagonista della scena. Sarà per la bellezza della costa o per le caratteristiche della natura, sarà quel che sarà, sta di fatto che la nostra è sempre stata una terra molto amata dai registi del grande schermo che hanno fatto di Salerno e della sua costa, l’ambientazione ideale per le loro storie, comiche o tragiche.

Fra i panorami salernitani e la macchina da presa, negli anni, si è instaurato un feeling che è diventato una vera love story. Da padrona, come è facile immaginare, la fa la Costiera e Amalfi stessa, protagoniste di diversi lungo metraggi da Nanni Loy a Rossellini.

Per rimanere in ambito più pop, il regista e attore partenopeo Michele Siani ha ambientato uno dei suoi ultimi Si accettano miracoli a Scala, il paese più antico della Divina.

Altri napoletani hanno tradito al loro terra madre per spostarsi da noi, come Maurizio Casagrande: il suo film, di prossima uscita, Babbo Natale non Viene da Nord ha utilizzato come fondali le bellezze del Cilento ma gran parte delle scene sono state girate durante Luci d'Artista, a Salerno . Nella pellicola anche Maria Grazia Cucinotta

Facendo qualche piccolo passo indietro troviamo dei grandi classici della cultura cinematografica italiana: Vacanze d’estate del 1985, diretto dal regista Nini Grassia, ha come protagonisti due icone dei b-movie italiani, Bombolo e Enzo Cannavale. La storia racconta di un industriale, Adelmo Turati, diretto a Palinuro per le vacanze; lungo il tragitto incontra uno strano autostoppista, Cardinale (Bombolo appunto), e lo fa salire a bordo della sua cabriolet, da lì partiranno una serie di eventi comici e grotteschi in pieno stile cinema italiano anni 80.

Indimenticabile anche l’interpretazione di Mario Merola in Sgarro alla Camorra di metà anni 70, l’attore napoletano interpreta un giovane di Cetara che viene incastrato dal boss napoletano che dopo sette anni di ingiusta detenzione viene scarcerato e torna al suo paese. 

Per gli appassionati e i palati più delicati c’è anche Il leone di Amalfi, film in bianco e nero del 1950 diretto da Piero Francisci. L’evento storico narrato è del XI secolo: l'avventuriero normanno Roberto il Guiscardo s'impadronisce di Amalfi con la forza. Nel 1989 diretto da Sergio Staino ha firmato il suo debutto dietro alla macchina da presa con Cavalli. Gran parte delle riprese vennero girate nel Cilento e nel Vallo di Diano, in particolar modo nel comune di Castellabate (Porto delle Gatte, località Torretta, pineta di Licosa e Palazzo Perrotti), nella marina di Pollica, in Roscigno Vecchia, nelle campagne cilentane e nella Certosa di San Lorenzo a Padula.

Una perla del cinema leggero nostrano è Cerasella, un film commedia comico-sentimentale del 1959, precursore dei musicarelli degli anni 1960, diretto da Raffaello Matarazzo. Ha per protagonisti, nel ruolo degli innamorati, Mario Girotti (meglio conosciuto come Terence Hill), all'epoca ventenne, e Claudia Mori, quindicenne, al debutto assoluto come attrice. È ambientato a Napoli ed è stato girato sulle spiagge costiera amalfitana e sorrentina.

Anche la mitica pellicola C’eravamo tanto amati parla della nostra provincia: Nicola, interpretato da Stefano Satta Flores, è uno dei protagonisti-partigiani che ritorna al suo paese natale, Nocera Inferiore, dove fa l'insegnante.

Nell'82 Giffoni fa da sfondo al film di Luigi Comencini, Il Matrimonio di Caterina, una commedia agrodolce sull'amore e le storpiature della provincia. Nino Manfredi, invece, percorse il salernitano in treno nel film Cafè Express nei panni di un venditore abusivo di caffè nella tratta notturna tra Vallo della Lucania e Napoli. La pellicola, del 1980, è stata diretta da Nanni Loy. Il regista aveva inserito Salerno anche nel film Le quattro giornate di Napoli del 62: in una scena si vede prefettamente un'inquadratura dello stadio Vestuti.

Altro film storico, uno della grande corrente neorelista, è Gli Amanti di Ravello di Francesco De Robertis. La storia parla di una maestra amalfitana che ha una relazione segreta con un barone dal quale avrà un figlio che non verrà mai riconosciuto dal padre.

Anche recentemente la provincia di Salerno ha trovato spazio nel grande schermo La commedia diretta da Luca Miniero, Benvenuti al sud, ottenne un ottimo successo nelle sale ed ha dato una forte spinta al turismo locale. Tra gli attori, Claudio Bisio, Alessandro Siani e Angela Finocchiaro. La storia parla di Alberto, direttore postale dalla Brianza che viene trasferito in Campania. La location è stata il Comune di Castellabate.

L’apoteosi, lo zenit del cinema si trova in un film un po’ datato ma di una bellezza disarmante: un titolo semplice, Amore, film in due episodi del 1948 diretto da Roberto Rossellini. Il film in due episodi vede la grande Anna Magnani nei panni di una pastorella ingenua e religiosa che incontra sulle pendici della penisola amalfitana un pastore biondo e barbuto, Federico Fellini, che scambia per San Giuseppe il quale si approfitta di lei. La povera donna viene emarginata dal paese per la sua gravidanza che terminerà, da sola, all’interno della chiesa principale del posto. L’episodio, chiamato Il miracolo, fu girato tra Maiori, Atrani e Furore.

Una curiosità: la serie televisiva Capri in realtà fu girata a Vietri, a riprova che la nostra terra non ha nulla da invidiare a coste ben più blasonate.

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