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Neonato morto in corsia Assolto il ginecologo

SCAFATI. È stato prosciolto per la morte di un neonato, imorto dopo due giorni dalla nascita, il sette agosto del 2010, il ginecologo Matteo Tortora Della Corte, che ha chiuso la sua vicenda...

SCAFATI. È stato prosciolto per la morte di un neonato, imorto dopo due giorni dalla nascita, il sette agosto del 2010, il ginecologo Matteo Tortora Della Corte, che ha chiuso la sua vicenda giudiziaria davanti al gup Alfonso Scermino.

La denuncia su quel decesso fu presentata dai genitori, entrambi residenti a Cava de’ Tirreni, con la nascita del piccolo arrivata nella mattinata dell 5 agosto, all’ospedale Mauro Scarlato di Scafati, con un peso di poco superiore ai 2,8 chilogrammi, con circa 3 settimane d’anticipo sui nove mesi di gestazione.

La gravidanza non aveva presentò particolari problemi, con la necessità del parto dovuta alle dimensioni del feto, e l’affanno respiratorio ravvisato dai genitori.

Successivamente i medici decisero di tenerlo in incubatrice, mentre interveniva una graduale diminuzione dell’ossigeno a rallentare le funzioni vitali. Dalle 15 fissate per la poppata alle 18, il padre tornò al nido, dove al bambino era stato diagnosticato un polmone umido.

Da quella circostanza, solitamente presente in diversi casi di parto cesareo, la situazione precipitò in modo irreversibile. A quel punto fu avvisato il primario del reparto, il dottore Matteo Tortora, che aveva seguito la gravidanza della moglie, col passaggio a mezzanotte circa in terapia intensiva. Paolo fu sottoposto all’iter d’emergenza in terapia intensiva neonatale, col trasferimento all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, al chiuso di una incubatrice con l’assistenza dei medici, alle prese con la degenerazione polmonare. I passaggi clinici successivi prevedevano l’intubazione: graduali miglioramenti fecero rimuovere il supporto vitale respiratorio per favorire il ripristino naturale delle funzioni.

All’alba il quadro clinico del neonato precipitò, col decesso seguito dall’autopsia il giorno dopo a cura dei medici legali, con gli esami istologici di rito e l’apertura dell’indagine penale.

La causa scatenante individuata nell’insufficienza respiratoria poteva legarsi ad un eventuale trasferimento intempestivo al reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, con l’indagine concentrata sulle responsabilità del medico di Cava, il ginecologo dottor Della Corte, assistito di fiducia dall’avvocato Michele Avallone, finito al vaglio del giudice dell’udienza preliminare e infine prosciolto, dopo una decisiva perizia disposta dal gup Alfonso Scermino, e un prosieguo in più fasi dell’udienza preliminare, fino all’estraneità dei fatti del professionista.

Alfonso T. Guerritore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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