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Il pentito di Salerno accusa: «Vassallo ucciso da Damiani»

Svolta nell’omicidio del sindaco di Pollica. Il “brasiliano” gestiva un giro di droga che il sindaco tentava di arginare. Coinvolti anche due albergatori di Acciaroli

POLLICA. La svolta arriva dalle dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia, un salernitano che da qualche settimana sta raccontando ai magistrati della direzione distrettuale antimafia i retroscena di alcuni omicidi avvenuti nel capoluogo e in provincia. È lui a squarciare il velo sulla morte di Angelo Vassallo, confermando quello che per gli inquirenti era già il sospetto della prima ora: a uccidere il sindaco di Pollica, secondo le dichiarazioni del “pentito”, sarebbe stato Bruno Humberto Damiani, il 29enne di Salerno, soprannominato il “brasiliano” per le sue origini, che tre giorni dopo il delitto partì per il Sudamerica ed è tuttora latitante. Su di lui pende un’ordinanza di custodia cautelare emessa un anno fa per spaccio di sostanze stupefacenti, per un giro di droga messo in piedi proprio nella frazione marina di Acciaroli e che il sindaco, assassinato il 5 settembre del 2010, aveva provato ad arginare prima con le segnalazioni ai carabinieri e poi affrontando di persona i pusher. L’eco di quel delitto è arrivata fino a Salerno, dove il collaboratore di giustizia ne è venuto a conoscenza. Agli inquirenti ha spiegato di averne appreso i dettagli da suoi familiari, dopo che un parente stretto di Damiani se ne era vantato negli ambienti criminali di Pastena e Mariconda affermando che a sparare era stato il “brasiliano” e che lo aveva fatto per «questioni personali». L’ipotesi è quella di una vendetta legata agli interventi di Vassallo contro le attività di spaccio, sfociati pochi giorni prima del delitto in un violento alterco con alcuni giovani. Le indagini della Dda di Salerno, coordinate dal procuratore capo Franco Roberti, hanno rivelato che tra il 4 e il 7 settembre Damiani aveva intrattenuto contatti frequenti con due trafficanti di droga di Secondigliano, incontri a cui avevano partecipato anche due albergatori di Acciaroli tuttora sotto i riflettori della Procura. La prima di queste riunioni, il 4 settembre, si era tenuta a Secondigliano; le altre, a poche ore dall’assassinio, si erano svolte al porticciolo di Agnone (frazione di Montecorice) e al centro di Salerno.

Per la Procura il collaboratore di giustizia è attendibile, le sue dichiarazioni si sarebbero già rivelate utili per il riscontro delle attività di indagine su altri delitti, come l’omicidio di Donato Stellato avvenuto nel febbraio del 2007 davanti al Tribunale di Salerno. Resta da verificare se siano veritiere le informazioni giunte a lui dagli ambienti criminali della zona orientale del capoluogo, e su questo sono in corso gli accertamenti della Procura. Dalle indagini è già emerso il collegamento tra alcuni ambienti salernitani e le attività di spaccio a Pollica. A fare da trait d’union sarebbe stato Bruno Damiani, che per gli inquirenti avrebbe assunto un ruolo preminente nel traffico illecito messo in piedi nella frazione marina di Acciaroli, proprio nell’estate in cui Angelo Vassallo è stato assassinato con nove colpi di pistola. Per quelle attività di spaccio è stata emessa a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare della magistratura di Vallo della Lucania, ma il “brasiliano” faceva affari pure a Salerno, dove gli inquirenti lo accusano di estorsione a un commerciante. Anche per questa vicenda c’è un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’aggravante di avere agito con metodo mafioso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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