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Mostre, l'individuo-massa nelle foto di Claudia Rogge

A Salerno "EverAfter", la personale dell'artista tedesca. Alla Galleria Paola Verrengia dal 21 ottobre al 3 dicembre

Salerno. Masse in movimento costruiscono scenari inquietanti, punti di partenza di un processo analitico che dematerializza la realtá per porre interrogativi ed elaborare riflessioni. Pieni e vuoti, pause e caos, rigiditá ed azioni disegnano un mondo in tensione. Dal 21 ottobre al 3 dicembre la Galleria Paola Verrengia ospiterá per la seconda volta, la prima nel 2006, una personale di Claudia Rogge.

• Lo spazio salernitano conferma di essere un occhio attento sull’arte contemporanea e sulle nuove sperimentazioni. "EverAfter" è una articolata selezione di fotografie di grandi dimensioni, come Paradise II, Purgatory IV, Inferno I e Prelude I (Diasec 165x215 cm.) ed alcune di piccole dimensioni come Paradise VII, IX, X (Diasec 80x100 cm.). L’artista tedesca avvalendosi della tecnica dell’elaborazione digitale computerizzata realizza immagini in cui uomini, donne e bambini diventano icone di un percorso filosofico che presenta i suoi focus nella serialitá e nella spersonalizzazione umana. Attraverso il binomio massa-individuo l’autrice costruisce un impianto cognitivo che evolve-involve verso l’idea di reiterazione dei corpi, dei volti, dei colori e delle forme; vibrazione e pathos, mistero e maestositá producono un forte coinvolgimento non solo fisico ma anche psicologico, quasi una sorta di interazione visiva ed identificazione mentale.

• Le opere in esposizione sono liberamente ispirate alla Divina Commedia di Dante Alighieri, presentano i segni della pittura rinascimentale e manierista o i tableaux vivants messi in scena da Pier Paolo Pasolini in alcuni suoi lavori. L’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso sono l’elemento di riferimento per l’elaborazione di domande sul confine ancestralmente labile tra bene e male; vizi e passioni sono le cifre di un sentire umano in continuo cammino verso direzioni confliggenti ed interdipendenti. La nuditá e il bell’aspetto dei soggetti raffigurati rappresentano una sorta di perfezione terrena formale, limitata e necessariamente proiettata verso una dimensione diversa, più completa, mentale e interiore; la folla alza le braccia al cielo per osannare, supplicare o maledire, a seconda del girone.

Fotografie espressione di un lungo e meditato percorso che parte dalla conoscenza classica per sposare i linguaggi del nostro tempo, per rielaborare domande e risposte in un tessuto che vive di sofferenze, slanci e passioni.

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