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POESIA

Il premio Alfonso Gatto
festeggia i suoi 25 anni

Domani la cerimonia al teatro Verde nel nome del grande poeta salernitano

Venticinque anni per un premio di poesia, in Italia, sono un traguardo difficile da raggiungere. La penisola ne è da sempre disseminata. Ma si tratta, spesso, di prodotti un po’ estemporanei, destinati a scomparire prima ancora di essere catalogati. La poesia è campo di esperienze difficile da coltivare in profondità, riservata e parsimoniosa nel distribuire i propri doni agli eletti, che sono pochi e preferiscono soddisfare nella solitudine la propria passione. Sempre più frequentemente, invece, i premi si risolvono in occasioni per esibizioni retoricamente celebrative o festivaliere, non di rado ricondotte ai percorsi della spettacolarità vacanziera, magari per esigenze legate a interessi specifici degli organizzatori. Rischi evitati, fin dall’inizio, dal "Premio internazionale di poesia: Alfonso Gatto", che si svolgerà domani (ore 18,30) presso il Teatro Verdi di Salerno.
Il Premio internazionale ideato dalle socie di un club di servizio quale il Lions "Hippocratica Civitas" di Salerno, con intenti, certo, anche celebrativi, ma suffragati da motivazioni che privilegiavano l’amore per la poesia e il bisogno di attestarlo nel nome di un poeta, sicuramente vanto della città ma soprattutto testimone di un percorso esemplare nella storia della lirica del Novecento. Perché la memoria conservava fedele testimonianza di versi indelebili, soprattutto dedicati alla città, ai suoi luoghi topici, al paesaggio, agli affetti, e perché indelebile era la ferita inferta dalla sua precoce morte per incidente automobilistico. Raccogliendo la disponibilità della figlia Paola Gatto, e coniugando l’interesse umano e culturale che l’opportunità avrebbe consentito di esplicitare, con un intento di altra natura, in puro spirito lionistico, il Club diede vita, nel 1984, al premio.
Un’iniziativa capace di assimilare l’occasione culturale veicolata dall’omaggio alla memoria del poeta con un vero e proprio servizio reso alla comunità attraverso il valore formativo riconosciuto al progetto, iniziativa che non doveva limitarsi alla pura rappresentazione di una celebrazione occasionale ma radicarsi nel tessuto sociale della città offrendosi alla considerazione del paese. Fu questa la ragione per la quale l’iniziativa assunse subito un duplice connotato: premio a un’opera poetica di riconosciuto valore culturale, e premio a un testo di poesia inedita per giovani in età scolare. I tempi e le circostanze fecero poi registrare esiti tali che la iniziale programmazione risultò stretta. E fu necessario introdurre delle varianti, con la sostituzione alla poesia inedita di una raccolta di poesia inedita per la quale si offriva la pubblicazione, fino all’ultima che vede affiancati due premi: per un’ "opera di poesia" e per un’ "opera prima di poesia", insieme al coinvolgimento delle scolaresche cittadine, che sono poi coinvolte per un intero anno nello studio particolare dell’opera vincitrice in una propria valutazione come premio dei giovani, da discutere poi con gli autori. Venticinque anni di vita testimoniano della bontà del premio che ha potuto contare sui tre presupposti irrinunciabili alla qualificazione di iniziative del settore, secondo una vulgata raccomandazione di Leone Piccioni: la grandezza effettiva del personaggio cui il premio viene intitolato; la qualificazione della giuria; il livello dei partecipanti.
Sulla levatura di Alfonso Gatto nessuno poteva nutrire dubbi; nel caso c’era semmai da fare qualche rivendicazione per meriti non ancora del tutto riconosciuti, di cui il premio si è poi fatto sempre carico. Sulla qualità della giuria (della quale mi onoro di far parte fin dalla prima edizione) basti scorrere i nomi dei presidenti che si sono succeduti, tra questi: Sergio Zavoli, Dacia Maraini, Claudio Marabini, Walter Mauro. Sul livello delle opere partecipanti testimonia l’albo d’oro del premio, da Edoardo Sanguineti a Maria Luisa Spaziani a Umberto Piersanti. Sarà un caso, o un capriccio programmato della sorte, che questa venticinquesima edizione cada nel centenario della nascita del poeta e nel centenario di quel giro d’Italia che Gatto, l’uomo con la valigia, diede poeticissime testimonianze di inviato?
* preside facoltà
di Scienze della Formazione
Università di Salerno

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