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VERSO IL NATALE

Salerno ha acceso le luminarie
Shopping tra vele e pesciolini

Il battesimo delle "luci d'artista" in piazza Amendola, dove il sindaco De Luca ha alzato il sipario su decine di opere che illumineranno i quartieri della città

Un acquario coloratissimo, che infonde allegria, speranza e rimanda alle radici storiche del territorio. Una reinterpretazione accattivante e neo pop dell’abituale segnaletica urbana. Vele infuocate che preannunciano il mare. Uccelli preistorici che si rincorrono lungo un filo rosso fluorescente. E ancora alberi stilizzati, boulle francesi raffinatissime, cordoniere, angeli e mosaici: sono questi gli ingredienti della terza edizione di "Luci d’artista".
L’iniziativa, giunta quest’anno alla sua terza edizione nel segno di un gemellaggio artistico luminoso con il comune di Torino, è stata presentata ieri dal sindaco De Luca. Fino a fine gennaio, Salerno brillerà con l’auspicio di richiamare l’attenzione di migliaia di visitatori da tutta la regione e di scrollarsi di dosso l’austerity economica di questi mesi con una ventata di turismo e dunque di sana economia. «Si prevede un calo dei consumi tra il 30 ed il 40% - ha ammesso il primo cittadino - L’obiettivo è quello di incentivare le visite a Salerno, a beneficio di negozi, alberghi e ristoranti». Anche quest’anno, nei Mercanti, tornano i mosaici di Enrica Borghi. Più belli, però, di come li avevamo visti, grazie ad un nuovo sistema di illuminazione con led tedeschi che ne esaltano i colori. L’opera è stata arricchita di nuovi elementi a bandiera che integrano i 150 pannelli dell’edizione precedente. Per piazza Alfano I e Abate Conforti, è stato scelto invece uno stile raffinato dalla suggestione sacra, con boulle di varie dimensioni a cui fanno da contraltare alberi in neon, in attesa dell’installazione di tre grandi angeli luminosi, che faranno capolino tra le palme del Tempio di Pomona. Scendendo verso corso Vittorio Emanuele, in attesa di un maxi albero di diciotto metri (che sarà installato prossimamente), ci si tuffa in un acquario realizzato da Pietro Appendino della Up light di Torino: cavallucci («almeno uno l’abbiamo appeso», scherza il sindaco riferendosi al simbolo dei Granata), stelle marine, pesciolini e meduse coloratissimi che si rincorrono fino alla stazione e che, in piazza Flavio Gioia, con l’ausilio di ombre ondose e di una colonna sonora da carillon, ricreano esattamente l’atmosfera di un acquario. L’installazione più coraggiosa, che sembra strizzare un occhio alla Factory di Warhol, è quella in via Porto, "L’amore non fa rumore", realizzata da Domenico Luca Pannoli che ha ricodificato insegne e segnaletica urbana, per lanciare un messaggio di solidarietà. Un esempio su tutti: la "T" di tabacchi e valori bollati diventa quella della tolleranza e dei valori universali. Via Diaz ospita invece "Volo su" di Francesco Casorati, uno spaccato poetico e fiabesco dove uccelli giganti si passano, a mò di testimone, un filo rosso fluorescente. Scendendo sul lungomare Trieste, all’altezza delle Poste centrali, ci sono poi le "vele di fuoco" realizzate dagli studenti del "Sabatini" con ciotole di plastica della Paif. Per il vernissage di ieri c’era anche il preside Michele Sabino e tre allieve (Violante Lamberti, Roberta Negri e Annachiara Sanmarco) che hanno curato il progetto. La zona orientale è invece contrassegnata da un viale alberato di luci: 5 (ognuno alto 15 metri) quelli installati a Mercatello, Pastena, Torrione,Mariconda e S.Eustachio. Intanto, bolle in pentola una versione invernale del Crocefisso ritrovato. Peppe Natella e Andrea Carraro sono già al lavoro.

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