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lunedì 22.03.2010 ore 13.22
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Tentato dal metodo Bonino

Vincenzo De Luca potrebbe candidarsi a prescindere dal Pd
di Gianni Giannattasio
Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca
SALERNO. La tentazione è forte. Fare come Emma Bonino nel Lazio, che ha fatto saltare le liturgie di partito annunciando che si sarebbe candidata comunque. Mettere cioè i partiti di centrosinistra, in primis il Pd, di fronte al fatto compiuto. Sfidarli cioè a contrapporgli un altro candidato, non nelle primarie ma nella competizione elettorale vera.

Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha più volte ripetuto in queste settimane che lui non si è autocandidato. Anzi, nei giorni scorsi ha addirittura diffidato i giornalisti a non fare più il suo nome per la candidatura alla presidenza della Regione. Ma anche questa posizione è riconducibile al tatticismo politico. Non si è autocandidato, ma di sicuro ha pensato di essere proposto.

Ad un certo punto, quando ha capito che difficilmente Bassolino avrebbe fatto passare il suo nome, ha addirittura preso in considerazione l’ipotesi delle primarie come strada obbligata per provare ad ottenere la candidatura. Quelle primarie su cui aveva ironizzato appena qualche settimana prima. A Napoli hanno intuito il pericolo e le primarie sono sfumate, non si fanno più. La scelta del candidato alla presidenza della Regione è stata ulteriormente rinviata, ufficialmente perché si attende la decisione di Berlusconi sull’Udc. In realtá perché Bassolino ancora non ha trovato un nome forte da fare e sul quale non ci siano veti dagli alleati, anche da settori dello stesso Pd, come avvenuto per Cascetta.

La decisione, comunque, il Pd dovrebbe assumerla domani nella riunione della direzione regionale. Come andrá a finire, al momento, non si sa. Sulla carta i deluchiani non avrebbero i numeri per spuntarla, va anche detto, però, che in questi mesi De Luca è uscito fuori dall’ambito provinciale e stretto rapporti un po’ in tutta la Campania, dentro e fuori il Pd.


Ma nell’entourage di De Luca, come dicevamo, è forte la tentazione di rompere gli indugi e di annunciare comunque la candidatura del sindaco di Salerno, per dire basta una volta e per tutte con i diktat di Bassolino. Poi chi vorrá potrá accodarsi. De Luca, in questo modo, avrebbe le mani libere e potrebbe presentarsi agli elettori con liste di programma che vanno oltre gli schieramenti.

Da una scelta del genere il sindaco avrebbe più da guadagnare che da perdere. Al momento il centrodestra in Campania, anche senza Udc (che alla fine, se non si allea con il Pdl, potrebbe anche correre da sola), è giá dato per vincitore. La nuova legge elettorale regionale prevede che approderá in Consiglio regionale solo uno dei candidati non eletti alla presidenza. Inoltre, altro particolare interessante, è previsto il voto disgiunto. L’elettore, cioè, può votare un candidato alla presidenza di uno schieramento ed esprimere la preferenza per il candidato consigliere di un altro schieramento. De Luca, ma al momento sono solo ipotesi, potrebbe trarre vantaggio da questo meccanismo elettorale. Messa in questi termini, però, l’eventuale battaglia elettorale di De Luca potrebbe avere una ripercussione nei rapporti di forza all’interno del centrosinistra, ma difficilmente sul risultato finale, quello più importante.
(21 gennaio 2010)
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