Tentato dal metodo Bonino
Vincenzo De Luca potrebbe candidarsi a prescindere dal Pd
di Gianni Giannattasio
Vincenzo De Luca
SALERNO. La tentazione è forte. Fare come Emma
Bonino nel Lazio, che ha fatto saltare le liturgie di partito
annunciando che si sarebbe candidata comunque. Mettere cioè i
partiti di centrosinistra, in primis il Pd, di fronte al fatto
compiuto. Sfidarli cioè a contrapporgli un altro candidato, non
nelle primarie ma nella competizione elettorale vera.
Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha più volte ripetuto in
queste settimane che lui non si è autocandidato. Anzi, nei giorni
scorsi ha addirittura diffidato i giornalisti a non fare più il suo
nome per la candidatura alla presidenza della Regione. Ma anche
questa posizione è riconducibile al tatticismo politico. Non si è
autocandidato, ma di sicuro ha pensato di essere proposto.
Ad un certo punto, quando ha capito che difficilmente Bassolino
avrebbe fatto passare il suo nome, ha addirittura preso in
considerazione l’ipotesi delle primarie come strada obbligata per
provare ad ottenere la candidatura. Quelle primarie su cui aveva
ironizzato appena qualche settimana prima. A Napoli hanno intuito
il pericolo e le primarie sono sfumate, non si fanno più. La scelta
del candidato alla presidenza della Regione è stata ulteriormente
rinviata, ufficialmente perché si attende la decisione di
Berlusconi sull’Udc. In realtá perché Bassolino ancora non ha
trovato un nome forte da fare e sul quale non ci siano veti dagli
alleati, anche da settori dello stesso Pd, come avvenuto per
Cascetta.
La decisione, comunque, il Pd dovrebbe assumerla domani nella
riunione della direzione regionale. Come andrá a finire, al
momento, non si sa. Sulla carta i deluchiani non avrebbero i numeri
per spuntarla, va anche detto, però, che in questi mesi De Luca è
uscito fuori dall’ambito provinciale e stretto rapporti un po’ in
tutta la Campania, dentro e fuori il Pd.
Ma nell’entourage di De Luca, come dicevamo, è forte la tentazione
di rompere gli indugi e di annunciare comunque la candidatura del
sindaco di Salerno, per dire basta una volta e per tutte con i
diktat di Bassolino. Poi chi vorrá potrá accodarsi. De Luca, in
questo modo, avrebbe le mani libere e potrebbe presentarsi agli
elettori con liste di programma che vanno oltre gli
schieramenti.
Da una scelta del genere il sindaco avrebbe più da guadagnare che
da perdere. Al momento il centrodestra in Campania, anche senza Udc
(che alla fine, se non si allea con il Pdl, potrebbe anche correre
da sola), è giá dato per vincitore. La nuova legge elettorale
regionale prevede che approderá in Consiglio regionale solo uno dei
candidati non eletti alla presidenza. Inoltre, altro particolare
interessante, è previsto il voto disgiunto. L’elettore, cioè, può
votare un candidato alla presidenza di uno schieramento ed
esprimere la preferenza per il candidato consigliere di un altro
schieramento. De Luca, ma al momento sono solo ipotesi, potrebbe
trarre vantaggio da questo meccanismo elettorale. Messa in questi
termini, però, l’eventuale battaglia elettorale di De Luca potrebbe
avere una ripercussione nei rapporti di forza all’interno del
centrosinistra, ma difficilmente sul risultato finale, quello più
importante.
(21 gennaio 2010)