Frane, a rischio una strada su 5
di Clemy De Maio
• Dei 2600 chilometri di strade provinciali, il venti per cento
attraversa zone a rischio idrogeologico.
• L’allarme arriva dalla Provincia, che per cercare di prevenire i
fenomeni franosi ha avviato in tandem con la Regione un
monitoraggio dell’intero territorio, chiesto fondi per intervenire
subito nelle sei strade giá interessate dagli ultimi smottamenti, e
candidato la Costiera amalfitana ai finanziamenti europei del
progetto "save land" per le aree a rischio idrogeologico.
• L’iniziativa nasce da una sinergia tra l’assessorato alla
viabilitá, retto da Marcello Feola, e quello ad ambiente e
protezione civile guidato da Giovanni Romano.«Abbiamo scoperto -
dichiara Feola - che il 65% per cento dei fondi destinati alla
viabilitá (che servirebbero a migliorare la rete e la segnaletica),
vengono in realtá impiegati per rimuovere dalle arterie le
conseguenze di eventi franosi. Noi preferiremmo utilizzare questi
soldi per fare prevenzione, sommandoli alla risorse della
protezione civile con il sostegno regionale».Alla Regione sono giá
stati chiesti i soldi per rimettere in sesto le vie compromesse
dalle piogge dei giorni scorsi, nei comuni di Pisciotta,
Serramezzana, Camerota e San Mauro la Bruca.«Ma per mettere in
sicurezza tutto il salernitano - ammette il dirigente della
protezione civile, Domenico Ranesi - ci vorrebbero centinaia di
milioni». Per adesso non sono arrivati nemmeno gli aiuti
sollecitati a Governo e Regione dopo i nubifragi di gennaio, quando
il maltempo provocò quasi centocinquanta milioni di danni. La
Provincia ha così cambiato strategia, cercando di mettere in campo
un «approccio precauzionale», mappando il territorio e consegnando
agli uffici di Santa Lucia un piano dettagliato di bisogni e
progetti. «Un primo segnale di disponibilitá lo abbiamo giá
ricevuto - spiegano gli assessori - Dalla Regione sono stati
inviati tre tecnici che, insieme a quelli provinciali, stanno
monitorando lo stato dei luoghi». Lo screening si concluderá in una
decina di giorni, poi sará inviato a Napoli l’elenco delle
richieste. «E’ ovvio che dobbiamo andare per prioritá» spiega
Romano, parlando di una necessitá di quasi cinquanta interventi,
soprattutto in tema di riforestazione e rafforzamento dei costoni.
«Quello salernitano è un territorio fragile - aggiunge - fatto in
buona parte di roccia calcarea. La mancanza di interventi
coordinati di manutenzione, che abbiamo sperimentato in questi
anni, ha reso questo territorio ancora più sensibile, trasformando
la fragilitá in criticitá».LaProvincia annuncia investimenti nel
potenziamento della protezione civile, innanzitutto per garantire
la messa in sicurezza delle persone in caso di pericolo, ma per gli
interventi strutturali ci vogliono risorse ingenti che si attendono
dai fondi europei.Nel frattempo si conta di agire migliorando la
manutenzione ordinaria, ma per Romano c’è bisogno anche di mettere
mano all’assetto delle competenze: «Certa prevenzione spetterebbe
ai consorzi di bonifica, eppure non c’è più un guardiafosso che non
sia diventato impiegato, sguarnendo il territorio».
(19 novembre 2009)
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Allarme della Provincia. In corso un monitoraggio con la Regione per finanziare la prevenzione. L?assessore Romano: attraversano zone soggette a pericolo idrogeologico