Il cuore del piccolo Gerardo si è fermato

Non ce l’ha fatta il ragazzino di dieci anni investito da un’auto a Materdomini di Nocera Superiore. Una terribile agonia

    NOCERA SUPERIORE. Ha combattuto fino alla fine il piccolo Gerardo De Angelis, il bambino di 10 anni, investito a Materdomini di Nocera Superiore da una C3, lunedì pomeriggio, mentre attraversava la strada. Purtroppo Gerardo, che non aveva più ripreso conoscenza dal momento del’impatto ed è rimasto in coma per più di due giorni, è deceduto ieri. Le sue condizioni avevano mandato un segnale di speranza, quando dall’elettroencefalogramma piatto era apparso un piccolo impulso, che rappresentava una roccia cui appigliarsi per i suoi genitori, Raimondo De Angelis e Anna Lucia Maiorano. Il piccolo Gerardo era stato anche sottoposto ad un delicato intervento alla testa, al Santobono di Napoli. La dinamica dell’incidente è alquanto complessa. Di fatto, lunedì pomeriggio, Gerardo stava attraversando via Federico Ricco, dal Palazzo Ciancone, dove risiede sua nonna, al lato opposto della carreggiata.

    Traffico intenso e solito caos di automobili, per un incrocio che, a detta di tutti, è mortale dato il riscontro di molteplici incidenti proprio lungo il tratto di strada che congiunge Materdomini a Roccapiemonte. Non esistono strisce pedonali. C’è un impianto semaforico “a chiamata”, che non sempre è in funzione, né esistono dissuasori o apparecchiature luminose decenti che tendano a far rallentare la velocità o a regolare il traffico. È stato proprio lì, nell’incrocio della Sp4, alla fine della strada che si impenna verso Roccapiemonte, che Gerardo ha incontrato il suo destino: una macchina grigia, C3. L’autista, un giovane neopatentato di Roccapiemonte, adesso indagato come vuole prassi per omicidio colposo, non ha potuto far nulla per rallentare. Scomposta è stata la caduta del piccolo, che ha battuto violentemente la testa per terra. I primi soccorsi sono arrivati proprio dal giovane guidatore. Poi commercianti e abitanti della zona si sono riversati in strada per capire cosa fosse successo e hanno trovato il piccolo corpo di Gerardo a terra. Subito trasportato dalla Croce Azzura all’Umberto I di Nocera Inferiore, è in seguito stato trasferito a Napoli, al Santobono. Le ultime ore di vita, Gerardo le ha passate lì. Prima la disperazione.

    «Solo il miracolo della Madonna di Materdomini può salvarlo», dicevano in paese. Poi la speranza, dopo che l’elettroencefalogramma rimasto piatto fino a qualche ora prima aveva dato degli impulsi e un sospiro di sollievo era esploso in città. Poi la notizia che non c’era più nulla da fare.

    Gerardo lascia un fratellino e i genitori Raimondo e Anna Lucia. Entrambi molto giovani, lui falegname, restauratore, un lavoratore coraggioso che cercava di sostenere nel migliore dei modi la famiglia. Lei è dipendente presso un supermercato del territorio. Due trentenni con due figli e una tragedia sulle spalle.

    Gerardo aveva 10 anni e una vita intera da costruire. Adesso in molti danno la colpa a quell’incrocio e a quella strada, in balia dell’assoluto abbandono da parte delle autorità competenti. «Sono anni che vediamo incidenti sotto i nostri occhi», ha detto urlando una commerciante del posto. Nei prossimi giorni inizierà la raccolta di firme dei cittadini per mettere in evidenza lo stato di degrado segnaletico della via. Intanto, i genitori del piccolo avrebbero acconsentito all’espianto degli organi.

    Nocera Superiore, in attesa del ritorno della salma, piange un suo figlio.

    Davide Speranza

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 luglio 2013

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